Luoghi e Arte

Le tracce delle stratificazioni storiche e culturali di questa terra abitata fin dall’età neolitica, emergono in forme  e modalità diverse e in più luoghi, a testimoniare  quanto essa sia stata  generosa,  culla di idee e conoscenze che abbracciano ogni ambito dello spirito e delle attività umane.

 

Scolacium, parco archeologico e museo,  dalla Magna Grecia ai Normanni  uno spettacolare sito tra gli ulivi con punto ristoro a Roccelletta di Borgia, 5 km dall’Oasi. Cose da vedere

 

Squillace alta

A pochi chilometri dalla costa su una collina a ridosso di un burrone è il centro di Squillace. ll paese conserva ancora il suo aspetto medievale e i resti del suggestivo castello normanno. E’ancora viva l’antica tradizione della ceramica artigianale  che viene lavorata e decorata nelle antiche botteghe con le stesse tecniche di cento anni fa. Il borgo ed il castello a 7 km dall’Oasi.    Cose da vedere

 

Copanello

L’intero territorio di Copanello è caratterizzato da colline rigogliose della tipica flora mediterranea e da promontori di granito bianco che digradano dolcemente verso il mare, creando arenili di sabbia fine, mista a scogliere granitiche perforate in alcuni punti da grotte in cui si insinua il mare, la più famosa delle quali è quella di San Gregorio, al confine con Caminia.  A 6 km dall’Oasi.   Cose da vedere

 

Borgia paese strategico nella storia antica. A 12 Km dall’Oasi. Cose da vedere

 

San Floro e Tiriolo: Sulle vie della Seta

La seta ha costituito la ricchezza non solo per la città capoluogo ma anche per l’intera Regione. Il Baco importato dagli arabi durante il loro passaggio in Calabria,  continua ad essere allevato da un gruppo di giovani che hanno saputo guardare al futuro  rimanendo legati alla grande risorsa del Gelso. Pianta che coltivano con cura e passione.  Una visita al Museo della Seta e del Borgo di Tiriolo per abbracciare l’Istmo in un solo sguardo è d’obbligo per chi  vuole percorrere la costa ionica e assaporare le tradizioni calabresi.

Caraffa e le sue radici albanesi  Il Centro culturale del Paese L’ISTITUTO ARBERESHE “G. GANGALE”.   Cose da vedere

Badolato   Badolato è un suggestivo borgo medievale caratterizzato da un impianto bizantino con numerose chiese disposte a forma di croce latina e da molti vicoli caratteristici. Situato in una posizione strategica del territorio Calabrese, offre al visitatore la possibilità di spaziare in tutte le dimensioni della magnifica natura che lo circonda, tra mare, collina, montagna e lago.     Cose da vedere

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Soriano Calabro, il Convento di san Domenico ed il museo MUMAR. Cose da vedere

 

Punta Stilo (Sito archeologico di Kaulonia). – Stilo e la Cattolica,  gioiello d’arte ed architettura Bizantina      Cose da vedere

 

Bivongi, Monastero di S.Giovanni Theresti.

Fondata intorno al IX sec. ingrandita nella seconda metà del XII sec. fu abbandonata nel XVII perché ormai insicura e preda di saccheggi. Oggi la basilica restaurata è stata riaperta al culto greco ortodosso, abitata da una comunità di monaci rumeni che hanno anche aperto un piccolo spaccio dove si possono comprare cd di canti liturgici che si eseguono durante la settimana della  passione. Si trova a km 60 dall’Oasi.

 

Castello e Torre S.Fili.

È una torre di guardia, adesso semidistrutta, costruita nel XVI secolo, utilizzata per gli avvistamenti delle incursioni della pirateria turca. Una vista meravigliosa, uno dei monumenti italiani da preservare secondo Legambiente, un luogo eccezionale, completamente abbandonato.

(mal segnalato, dalla 106 si prende una strada sterrata abbastanza impervia)  a 55 km dall’Oasi.

 

Locri Epizefiri, sito archeologico e museo

Si trovano i resti dell’antica città fondata intorno all’VIII sec. a.C. da coloni greci venuti dalla locride; raggiunse il suo massimo splendore intorno al VI sec. a.C con la fondazione di due sub colonie sul tirreno, Medma (rosarno) e Hipponion( vibo valentia) fu abbandonata intorno al X sec. a causa delle incursioni arabe su tutta la costa, gli abitanti si rifugiarono nell’interno, a Gerace, destinato a diventare il centro principale della zona fino al secolo scorso.